Recentemente ho avuto la fortuna di trascorrere alcuni giorni a Barcellona.
Camminando tra le sue strade e lasciandomi avvolgere dalle opere di Antoni Gaudí(Antoni Gaudí i Cornet, 1852–1926, architetto catalano, massimo esponente del Modernismo), ho sentito nascere dentro di me il desiderio di scrivere questo articolo.
È quasi naturale: uno dei temi che da sempre ispira gli artisti è proprio la natura.
Pensiamo a Leonardo da Vinci e ai suoi studi sul volo degli uccelli,
a Monet e ai suoi giochi di luce sui giardini e sulle ninfee,
o ancora a Van Gogh con i suoi campi di grano e i cieli vibranti.
Gaudí e il legame spirituale con la natura
Eppure, Gaudí mi ha attratto in modo particolare. Forse perché la sua relazione con la natura non era solo estetica, ma profonda, quasi spirituale.
Fin da bambino passava molto tempoall’aria aperta (su consiglio dei medici per problemi broncopolmonari), osservando le forme delle foglie, la geometria delle conchiglie, le curve dei rami e le architetture silenziose delle api.
Da quelle osservazioni imparò a trasformare la logica della natura in architettura viva.
Dalla natura all’architettura viva
Gaudí non copiava ciò che vedeva: lo interpretava. Dalla curva di una corda sospesa intuiva una struttura capace di sostenere una cattedrale; dalla forza di un tronco ricavava la solidità di una colonna.
Così la natura diventava per lui modello, insegnante e musa.
Le opere di Gaudí: natura che diventa arte
E tutto questo lo si può vedere chiaramente nelle sue opere:
La Sagrada Familia: colonne che si ramificano come alberi e luce che filtra come in un bosco. Anche in materiali rigidi si percepisce un dinamismo magico.
La Casa Batlló: la facciata sembra respirare come un organismo marino.
Il Parco Güell: ponti e percorsi che si fondono con il paesaggio come se fossero nati spontaneamente dalla terra.
Ricordo la sensazione unica provata nell’ultimo piano di un suo palazzo, dove ho avuto l’impressione di entrare nello scheletro di una balena!
L’educazione alla natura come eredità di Gaudí
Sento questa storia particolarmente vicina, perché nel mio lavoro con i bambini in natura ritrovo lo stesso linguaggio. L’osservazione delle forme, l’attenzione ai dettagli, la meraviglia che nasce di fronte alla vita: tutto ciò diventa apprendimento, creatività e crescita.
Guardando le opere di Gaudí mi sono detta che, in fondo, avrebbe potuto essere un alunno di una attuale scuola nella natura: curioso, attento e capace di trasformare ciò che osservava in pura bellezza.
Il lascito di Gaudí
Forse è proprio questo il suo lascito: ricordarci che la vera arte nasce dall’armonia con il mondo che ci circonda.
FAQ: Gaudí, la Natura e l’Architettura
In che modo la natura ha influenzato il lavoro di Gaudí?
Gaudí osservava forme, geometrie e processi naturali (conchiglie, tronchi, rami, alveari) e li trasformava in logiche strutturali e decorative. Non copiava la natura: la reinterpretava in chiave architettonica.
Quali opere mostrano meglio il dialogo tra Gaudí e la natura?
La Sagrada Familia (colonne-albero e luce “da foresta”), la Casa Batlló (forme marine, facciata “organica”) e il Parco Güell (percorsi che si fondono col paesaggio) sono esempi emblematici di architettura organica.
Gaudí copiava la natura o la interpretava?
La sua è un’interpretazione strutturale: dalle curve catenarie alle colonne ramificate, Gaudí traduce regole fisiche naturali in soluzioni architettoniche efficienti e poetiche.
Cosa significa “architettura organica” nel lavoro di Gaudí?
Significa un’architettura che nasce da principi naturali (forma, luce, struttura) e si integra col contesto. L’edificio appare “vivo”, come se fosse cresciuto anziché costruito.
Come collegare Gaudí all’educazione all’aperto e ai percorsi di crescita?
Il metodo di Gaudí parte dall’osservazione attiva: è lo stesso approccio dell’educazione all’aperto, dove forme, materiali e fenomeni naturali diventano stimoli di apprendimento creativo.
Dove posso vedere a Barcellona esempi concreti di questa ispirazione naturale?
Visita la Sagrada Familia, la Casa Batlló, la Pedrera (Casa Milà) e il Parco Güell: qui il dialogo tra natura e architettura è immediatamente percepibile.